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LA
NUOVA STAGIONE TEATRALE
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Nella
nuova stagione teatrale riesplode la commedia musicale,
questo genere fatto di danza, canto e recitazione che
è sempre più amato dagli italiani. 7 Spose per 7 Fratelli,
fin dal suo esordio cinematografico nei lontani anni
cinquanta, è stato un costante successo sia in America,
sia in Europa e non c'è da meravigliarsene data la sua
ben congegnata struttura e le accattivanti musiche di
Gene De Paul. Niente sofisticati intellettualismi, è
chiaro, ma una storiella popolare con delle belle canzoni
e tanta danza trascinante che rallegra e diverte il
colto e l'inclita. La Compagnia della Rancia ne ha ripreso,
al Teatro Brancaccio di Roma, la sua produzione di qualche
anno fa, rimettendo a nuovo l'allestimento con il sempre
verde Raffaele Paganini ed una giovane protagonista
debuttante Valeria Monetti, molto brava e disinvolta;
sempre gustoso l'impianto scenico di Aldo De Lorenzo
con i costumi di Zaira de Vincentiis, nonché le coreografie
di Fabrizio Angelini, vero asso nella manica dello spettacolo.
Un solo rammarico per la base musicale registrata; la
presenza di una orchestra, anche modesta, recherebbe
senz'altro più calore, avvantaggerebbe gli interpreti
e sarebbe più gratificante per il pubblico.
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| Dall'Ungheria
è arrivato sul palcoscenico del Teatro Quirino il Balletto
di Gyor, una compagnia che ricordavamo con interesse per
averla vista anni orsono sotto la guida di Ivan Marko,
danzatore innovativo e rigoroso, cresciuto sotto la stella
di Béjart. Oggi il complesso, diretto da Janos Kiss, ha
tutta un'altra fisionomia e si dedica ad un genere di
danza molto più facile e popolare; Purim, il sortilegio,
la coreografia qui presentata, narra una vicenda della
tradizione ebraica per mezzo di un linguaggio misto fatto
di danza popolare ed accademica insieme, non esente per
giunta da influssi jazz. Il risultato è uno spettacolo
vistoso e superficiale come un varietà televisivo, eterogeneo
e discontinuo, né sembra convincere l'abbinamento con
la musica "kletzmer" della Budapest Band, rivisitata in
chiave "soul". |
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| Di
Maurice Béjart dobbiamo parlare di nuovo poiché una sua
recentissima creazione è approdata al Teatro Olimpico
di Roma con la Compagnie M, la nuova formazione che il
maestro francese ha messo su a Losanna radunando i migliori
elementi della sua scuola "Rudra". In effetti questo nuovo
lavoro ha tutta l'aria di essere stato concepito come
un saggio scolastico fatto per mettere in luce le eccezionali
qualità di giovani assai dotati nelle arti sceniche. Quanto
alla coreografia del vecchio leone? Ovvia, abbiamo visto
di meglio, ma Béjart, anche quando non convince, mostra
sempre una grande classe ed intelligenza e non annoia
mai lo spettatore; questo Madre Teresa ed i Fanciulli
del Mondo vuole evocare in qualche modo la celebre suora
di Calcutta ed il suo operato e lo fa in maniera zuccherosa
e piuttosto superficiale puntando sopra tutto sulla presenza
di Marcia Haydée, gloria del balletto del '900, un'artista
che nonostante un fisico appesantito ha ancora sufficiente
carisma per tenere la scena e galvanizzare il pubblico
recitando anche in un buon italiano. Troppa melassa però
da parte di un autore che per fortuna in qualche punto
sa ancora dare una zampata come nella scena del valzer
danzato tutto su linee spezzate. In definitiva comunque
uno spettacolo gradevolmente confezionato e confortato
da belle musiche orientali con qualche nota pure di Bach,
Mozart e Beethoven. |
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Bravissimi
sono altresì gli allievi della Scuola di Danza del Teatro
dell'Opera di Roma, diretta dalla Sig.ra Paola Jorio,
che si sono esibiti al Teatro Nazionale in due balletti
diversi per stile e tecnica. Il primo, Le Avventure di
Pinocchio, su musiche di autori vari, è una coreografia
di Fabrizio Monteverde che rispecchia pienamente lo stile
di questo autore asciutto e schematico, più adatto, a
mio giudizio, a mettere in danza introspezioni psicologiche
contemporanee che non una favola per bambini. I
giovani interpreti tuttavia, a cominciare dal piccolo
Valerio Lunadei, assecondano con lodevole impegno i suoi
difficili disegni, mentre il clima fiabesco è comunque
assicurato dai fantasiosi costumi selezionati da Monica
Ricci nell'archivio di Mario Pompei. Gli alunni degli
ultimi anni hanno poi sfoggiato tutto il loro virtuosismo
nel secondo pezzo in programma, Majisimo, una creazione
in puro stile accademico di Jeorge Garcia sulle note spagnoleggianti
da Le Cid di Massenet. |
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| Mediascena
Europa ha riportato in vari teatri della periferia romana
la tradizionale rassegna "off Broadway" che offre la possibilità
a tanti coreografi emergenti di mettere in iscena le proprie
creazioni. Cinque fra questi, membri abitualmente della
compagnia di Vittorio Biagi, hanno allestito una serata
composta da vari brani frutto della farina dei rispettivi
sacchi; Katia Sallustio, Marika Vannozzi, Sonia Bertin,
Fabio Garau e Riccardo Texeira sono stati i notevoli autori
ed interpreti, sia pure con intensità diversa, di un ampio
ventaglio di tipologie dall'espressionistica alla danza
jazz al genere satirico ammiccante per finire poi in un
fuori programma tutti insieme, appassionatamente, a ballare
una delle ultime creazioni del Biagi stesso. |
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