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Magnifico,
magnifico spettacolo la nuova produzione di GISELLE
per il Balletto dell'Opera di Roma! Finalmente Carla
Fracci, al quarto anno del suo mandato come Direttrice
della Compagnia, ha ritenuto giunto il momento di mettere
in scena una sua versione del più famoso balletto romantico,
curandone personalmente la ripresa della coreografia.
Non poteva esserci scelta più felice dal momento che
la "nostra", a detta di eminenti critici, è stata dopo
Olga Spessitseva la migliore interprete di questo ruolo
in tutto il novecento. Ma il merito di questa produzione
va ben più in là in quanto grazie agli insegnamenti
di Anton Dolin nonché alla testimonianza di filmati
di vecchissima data, che riportano addirittura alla
versione del balletto riedito in Russia dal Petipa stesso,
ed al reperimento di frammenti della partitura originale
di Adolphe Adam custoditi nella Biblioteca dell'Opéra
di Parigi, la Sig.ra Fracci ha giustamente reinserito
alcune parti della coreografia che da decenni venivano
oramai tagliati per consuetudine negli allestimenti
di tutte le maggiori compagnie. Il prologo, che svela
subito la vera identità di Albrecht, una variazione
nel primo atto, fatta apposta per la creatrice del ruolo
Carlotta Grisi, ancora un piccolo passo a due dei protagonisti
sempre nel primo atto, un "galop" delle Villi nel secondo,
sono tutte brevi riaperture che non solo arricchiscono
il balletto di deliziosissimi brani coreografici, ma
che aggiungono anche spessore psicologico e chiarezza
narrativa ai personaggi ed alla vicenda nel suo complesso.
Sottolineo poi che questa Giselle si avvale di un allestimento
di lusso, curato fin nei minimi particolari da Anna
Anni, e di interpreti di enorme valore: Laura
Comi e Roberto Bolle nei ruoli principali, Silvia Curti,
Riccardo di Cosmo, Delphine Baey e tutto il corpo di
ballo in gran forma. Attendiamo con ansia di vedere
le altre distribuzioni alla ripresa invernale! Curiosamente
a pochi giorni di distanza il Festival Euro Mediterraneo
diretto da Enrico Castiglione ha fra l'altro presentato
nel suggestivo spazio scenico allestito all'interno
della Villa Adriana di Tivoli (ma, attenzione: il palco
non va bene per la danza!) un lavoro del giovane Giacomo
Puccini che ha per soggetto la medesima leggenda tedesca
all'origine di Giselle; si tratta dell'opera/ballo in
due atti intitolata appunto LE VILLI in cui il musicista
toscano si cimenta per la prima ed unica volta in un
genere di cui in Italia si erano perse le tracce da
secoli: l'opera-balletto, appunto, un ibrido di teatro/danza,
per dirla con linguaggio attuale, con in più una voce
recitante che commenta in versi l'azione. Quest'opera,
forse non proprio un capolavoro, contiene comunque almeno
un'aria di gran pregio ed è a mio giudizio di grande
interesse proprio per i suoi ballabili poiché ci presentano
il risvolto scuro della favola con una immagine delle
Villi ancora più truce e vendicativa in cui persino
la protagonista, Anna, al contrario di Giselle, condanna
alla morte il suo Roberto che la tradì. Cantavano Halla
Margret ed Albert Monserrat con l'Orchestra Filarmonica
Mediterranea diretta da Tamas Pal; coreografie di Daniela
Megna. Grandi emozioni due sere dopo, sulla stessa scena,
con Alessandra Ferri ed alcune stelle del New York City
Ballet, fra cui Alexandra Ansanelli e Nicolai Hubbe,
in un programma tutto di coreografie di George Balanchine
di cui quest'anno si celebra il centenario della nascita.
Oltre al piacere di rivedere brani già noti come il
dinamico CIAIKOSKI PAS DE DEUX, il neoclassico APOLLO
su musica di Strawinski ed i frizzanti estratti da WHO
CARES? Sulle note di Gershwin, ho molto apprezzato il
raro DUO CONCERTANTE, pezzo del 1972 con musica di Strawinski,
tutto intellettualistico ed interiorizzato, di un rigore
formale che oggi definiremmo minimalista, e poi l'assolo
sulla PAVANE di Ravel, del 1975, in cui la Ferri ha
potuto sfoggiare la sua formidabile classe in linea
con lo struggente lirismo della partitura.
Alberto
Cervi
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