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A
chiusura della stagione 2002 il Balletto dell'Opera
di Roma ha presentato al teatro Nazionale l'annunciata
novità assolluta: AMLETO,
PRINCIPE DEL SOGNO, un'idea di Beppe Menegatti che ha
avuto un travagliato iter creativo, passando attraverso
fondamentali ripensamenti anche a causa di impreviste
defezioni esterne. Ne è nato uno spettacolo di grande
eleganza formale, ma drammaticamente incerto. Il ricorrere
alle eccezionali doti artistiche di Carla Fracci, per
affidarle un personaggio che malauguratamente proprio
sul piano fisico non le si addice, questa volta non
ha pagato. Divina, come non mai, nel primo quadro, nei
tormenti della grande attrice (segnatamente l'americana
Judith Anderson) chiamata all'insolita interpretazione
del principe danese, la nostra, quando poi è costretta
a vestire, nel vero senso della parola, i panni dell'eroe
di Shakespeare, nonostante tutto il suo talento, non
riesce a calarsi nel personaggio, purtroppo anche mal
servita da una coreografia inadatta che le affida principalmente
una gestualità da bullo, quasi fosse questa una caratteristica
di mascolinità. Un vero peccato perché invece il contorno
dei comprimari, i migliori ballerini della compagnia
(come nel teatro dell'Inghilterra del '600 non figura
un solo elemento femminile), è di tutto rispetto a cominciare
dall'autorevole Mario Marozzi, il re padre, fino al
debuttante Alessandro Riga, diplomando della Scuola
di Danza, nelle vesti dell'infelice Ofelia. Responsabile
della coreografia, molto eclettica e non sempre come
si è detto all'altezza della bisogna, Luc Bouy; belle
le scene ed i costumi di Annamaria Morelli. Eseguiva
musiche di Sciostakovic l'Ensemble Voces Intimae. Al
Teatro Sala Uno, sempre a Roma, Daniela Capacci ha riproposto
invece uno spettacolo tutto al femminile che già era
stato molto apprezzato la scorsa estate: IO, INDIVIDUO
IO. E' un lavoro che si potrebbe definire di avanguardia,
ma di una avanguardia molto particolare e personale
che mantiene le distanze dal cosiddetto teatro-danza
corrente, per cogliere invece, qua e là, spunti da tanti
generi diversi, dal ballo primitivo al piccante varietà.
Nell'intento di fornire un ritratto variegato della
personalità della donna, l'autrice, con l'accompagnamento
dal vivo delle percussioni di Roberto Capacci, cita
con disinvoltura i riti sciamanici, le smorfie di Totò,
le ragazze del Crazy Horse e ricorre persino a qualche
tocco di trasgressivo erotismo, rimanendo tuttavia in
un contesto di corretta professionalità coreutica e
non perdendo mai di vista il gusto per lo spettacolo.
Per la rassegna percorsi internazionali dell'E.T.I.
il Teatro Valle ha ospitato il Nederlands Dans Theater
III°, ovvero quel piccolo gruppo di danzatori che, pur
avendo lasciato per raggiunti limiti di età la qualificata
compagnia olandese, hanno ancora desiderio ed energie
per calcare le scene. Per loro i più noti coreografi
contemporanei, a partire da Jiri Kylian stesso che ha
promosso la nascita di questa formazione di illustri
seniores, non disdegnano comporre lavori "sui generis",
particolari quadretti coreografici, brevi, ma di grande
spessore psicologico ed interpretativo. Dei tre brani
presentati in questa occasione, i due firmati da Kylian
mi sono sembrati in verità i meno originali ed interessanti;
A WAY A LOVE è un passo a tre molto discontinuo che
alterna, su musiche varie, movimenti di asettica lucidità
a passi più ispirati e lirici; BIRTHDAY, è invece quasi
una barzelletta, una serie di buffe gags, un fumetto
al ritmo delle note di Mozart con spiritosi costumi
ed effetti video. Decisamente più intrigante il passo
a due concepito da Hans van Manen, TWO FACES, che descrive
un drammatico e toccante rapporto di coppia tutto sospeso
in una inquietante atmosfera gotica. Convincenti interpreti
erano Gioconda Barbuto e David Kruegel, musica di Giya
Kanchell. NOTIZIARIO Con una conferenza stampa presso
il Teatro dell'Opera di Roma, madrina la Sig.ra Fracci,
è stato ufficialmente presentato un nuovo sito internet
tutto dedicato alla danza; la pagina web, SPECIALE DANZA,
ricca di notizie ed illustrazioni, curata dal danzatore
Ivan Zuccari, si trova all'interno del giornale telematico
www.tgcom.it diretto da Emilio Carelli. Il giovane Zuccari,
che è anche coreografo ed anima un suo gruppo "la Gioia
di Danzare", ha annunciato altresì di essere in procinto
di varare, con la collaborazione di Ilaria Piccapane
e Chiara Ribichini, un programma televisivo interamente
dedicato al ballo che andrà prossimamente in onda sul
canale satellitare INN. L'accademia Nazionale di Danza,
in collaborazione con la nota scuola privata Maison
de la Danse di Roma, ha condotto per la serie "le tecniche
accademiche nel mondo" un seminario fatto di incontri,
conferenze e spettacolo su La Scuola di Ballo del Teatro
Reale Danese cui hanno partecipato l'attuale direttrice
della antica e prestigiosa scuola di Copenaghen, Anne
Marie Vessel Schlueter, ed i due primi ballerini del
Balletto Reale Danese, Gudrun Bojesen e Thomas Lund.
Qualche giorno dopo alcuni fra i più dotati allievi
dell'Accademia, nel teatrino della loro scuola, si sono
esibiti nel tradizionale spettacolo natalizio, una forma
di augurio per gli amici e gli addetti ai lavori graziosamente
voluto dalla direttrice Margherita Parrilla. Con l'occasione
si sono visti brani vari, di stampo classico e moderno,
che hanno giustamente messo in luce alcuni giovani,
in particolare i ragazzi, di sicuro talento. Il DAMS
dell'Università ROMA 3 nell'ambito del V° corso di perfezionamento
di coreografia, dedicato quest'anno al teatro-danza,
organizza due seminari con due delle più illustri esponenti
di questo genere di spettacolo: Susanne Linke e Carolyn
Carlson, rispettivamente nei mesi di gennaio e febbraio
prossimi. Per informazioni: Centro Danza Mimma Testa,
tel. 066869330.
Alberto
Cervi
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