I NOVECENTO
ORCHESTRA FILARMONICA DI MONTECARLO
ORCHESTRA JAZZ DELLA SARDEGNA
ADRIA
ANGUILLARA VENETA
BARI
BOLOGNA
CATANIA
CIAMPINO
FERMO
FERRARA
GENOVA
IMPERIA
L'AQUILA
LA ROQUE D'ANCÉRON
LAMEZIA TERME
LATINA
LIVORNO
LONDRA
LUCCA
MILANO
MONTEPULCIANO
NAPOLI
NEW YORK
NUORO
PADOVA
I FIATI DI PARMA
PARMA
PERGINE VALSUGANA
PESARO
PRATO
REGGIO EMILIA
ROMA
SANT'ANNA ARRESI
SASSARI
SOUTHAMPTON
TARANTO
TERNI
TORINO
TORTONA
VENEZIA
VALLE D'ISTRIA
VIETRI SUL MARE
VALLE D'ISTRIA

Gli amori infelici: è su questo tema che si sviluppa il progetto artistico della 29° edizione del Festival della Valle d’Itria.

Tre storie racchiuse in tre capolavori del melodramma europeo raccontate attraverso le inquietudini, le gioie, le pene d’amore, i rapimenti, le passioni e le infedeltà dei protagonisti. Sedici gli spettacoli in cartellone dal 24 luglio all’11 agosto 2003. Undici gli appuntamenti previsti a Martina Franca e cinque in decentramento in quattro città della Puglia: Molfetta, Bitonto, Ginosa e Gallipoli. Tre i titoli delle opere per sette sere di spettacolo: Proserpine di Giovanni Paisiello (24, 26 luglio), Werther di Jules Massenet (25, 27 e 29 luglio) e Siberia di Umberto Giordano (8, 10 agosto). Tre storie d’amore al centro delle tre opere in cartellone tra passioni, infedeltà e inquietudine. L’amore infelice di Proserpina rapita dal dio degli abissi; l’inquietudine di Werther, il protagonista del romanzo di Goethe, che agita le passioni di Charlotte, divisa tra doveri e desideri; ed infine, l’infedeltà di Stephana che punisce Vassili, deportato per amore in Siberia. Un tema, questo dell’infelicità in amore, che colpisce al cuore e che lega tutta la programmazione. La serie dei concerti è aperta da un recital che, con un programma di grande notorietà, riporta a Martina Franca (30 luglio) una star della lirica internazionale: Patrizia Ciofi, dieci anni dopo il suo debutto al Festival della Valle d’Itria.

Particolare l’omaggio che il Festival dedica ad Hugo Wolf, in occasione del centenario della scomparsa, con lo Spanisches Liederbuch (31 luglio, 2 agosto). Giacomo Meyerbeer, dopo Les Huguenots dello scorso anno, ritorna con il monodramma Gli amori di Teolinda (1, 3, 5 agosto). Coerenti al tema anche i programmi dei due concerti, vere rarità cameristiche.

La 29° edizione del Festival propone infine l’ascolto di due composizioni di musica sacra di Saverio Mercadante: Le sette ultime parole di Nostro Signore sulla Croce ed il Requiem breve (7, 9, 11 agosto). Anche questa edizione è in linea con il progetto culturale del festival, laboratorio di idee, di formazione e di valorizzazione dei musicisti europei vissuti tra l’Italia e la Francia. Il manifesto del Festival è del regista e scenografo Massimo Gasparon.

I percorsi e le attività del Festival

Il Festival della Valle d’Itria, nato nel 1975, propone titoli inediti e programmi di raro ascolto.

Un’attività quasi trentennale, alla quale per cinque volte è andato l’ambito riconoscimento del Premio Abbiati dell’Associazione nazionale dei critici musicali italiani.

Non si contano, nella storia del Festival, le opere riscoperte e rivelate, veri e propri capolavori dimenticati del ricco patrimonio operistico italiano ed europeo, le interpretazioni musicali rimaste celebri, le affermazioni di giovani e straordinari interpreti.

Ricerca, edizioni musicali

L’attività di ricerca nel settore musicale, la realizzazione di revisioni e di nuove edizioni di opere liriche e la corretta prassi esecutiva costituiscono i punti di forza di ogni progetto.

Sono proprio le edizioni musicali uno dei più qualificati risultati raggiunti in questi anni. Un’attività apprezzata anche dalla Casa Musicale Sonzogno che ha stretto un rapporto di collaborazione con il Centro Artistico Musicale Paolo Grassi.

La rigorosa, raffinata e lungimirante linea culturale tracciata sin dai primi anni ha consentito la definitiva affermazione di numerose produzioni operistiche di musicisti di scuola napoletana, soprattutto pugliesi, e di compositori europei vissuti tra l’Italia e la Francia.

Alta formazione

Costante è l’impegno che il Festival dedica alle attività di formazione professionale dei giovani cantanti. L’Accademia Paolo Grassi è stata costituita nel 1997 a Martina Franca dal Centro Artistico Musicale Paolo Grassi per offrire ai giovani talenti occasioni di studio e di formazione sulla tecnica e lo stile vocale. L’Accademia si avvale della collaborazione del Piccolo Teatro di Milano e dei Conservatori di Monopoli e di Lecce.

Educazione musicale

Avvicinare i giovani al mondo del teatro musicale è stato uno degli impegni primari del Festival. Una attività di educazione dei giovanissimi (dal canto, all’arte scenica, alla scenografia, ai costumi) ormai istituzionalizzata e inserita nei progetti pluriennali, promossi dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali e dall’Ente Teatrale Italiano, realizzati negli ultimi tre anni insieme alla compagnia Teatro C.R.E.S.T di Taranto.

Collaborazioni, coproduzioni

Sempre più intensa la collaborazione con teatri, università (gli atenei pugliesi di Bari e di Lecce e l’Université de Paris-Sorbonne) ed importanti centri di studio in Italia ed all’estero per la coproduzione di opere liriche e l’organizzazione di attività di studio e ricerca.

Discografia

Di gran pregio, di altissima qualità, la produzione discografica delle opere rappresentate, più volte premiata.

Biblioteca Paolo Grassi

Oltre seimila volumi costituiscono il fondo Paolo Grassi donato al Centro Artistico Musicale Paolo Grassi da Nina Vinchi Grassi. E’ il nucleo fondamentale della Biblioteca del Festival, curata dalla Fondazione Paolo Grassi, fonte di sviluppo e di ricerca per il mondo dello spettacolo.

Premi, riconoscimenti

Numerosi i riconoscimenti ottenuti sia per la qualità delle proposte artistiche che del qualificato livello professionale organizzativo raggiunto, tra i quali vanno ricordati: i cinque prestigiosi premi Abbiati, assegnati dalla critica musicale italiana, per due volte, alla migliore iniziativa musicale dell’anno (nel 2000 e nel 1985, l’ Anno Europeo della Musica), alla migliore interprete (Mariella Devia, 1985), alla migliore regia (Guido Monticelli, 1998), ed ancora, alla migliore interprete (Patrizia Ciofi, 1999) . Il Festival ha ottenuto il riconoscimento della

Presidenza del Consiglio dei Ministri come manifestazione d’interesse internazionale e, nel 1994, ha ottenuto dalla Presidenza della Repubblica la medaglia d’onore riservata ai Benemeriti della Cultura e dell’Arte.

Membership

Dal 1998 il Festival della Valle d’Itria fa parte dell’European Festivals Association di Ginevra.

E’ inoltre socio fondatore di ItaliaFestival - Agis, l’organismo che rappresenta i maggiori festival italiani.

Per maggiore informazione collegarsi al sito: http://www.festivaldellavalleditria.it