La piccola cubana al Teatro Nazionale

02/06/2026 | Dietro il sipario

di Claudio Listanti

La piccola cubana al Teatro Nazionale
HENZE: 100ANNI MA NON LI DIMOSTRA

L’Opera di Roma ha inserito nella stagione in corso un omaggio al compositore tedesco Hans Werner Henze per il centenario della sua nascita. L’omaggio si è materializzato con una apprezzabile iniziativa, ospitata presso il Teatro Nazionale che prevedeva l’esecuzione di due significative opere del musicista: La piccola cubana e El Cimarròn.

Henze è uno dei musicisti più emblematici del ‘900, secolo che ha percorso ponendo attenzione alle diverse poetiche e stili musicali che lo hanno contraddistinto, sulle quali ha anche costruito il suo personale stile

Iniziò gli studi musicali giovanissimo ed ebbe come maestro il compositore Wolfgang Fortner divenendo musicista attento alle poetiche musicali dello scorso secolo.  Altro elemento fondamentale per capire a fondo Henze è il suo impegno sociale e politico, basato sulle idee marxiste che, unite alla sua dichiarata omosessualità, lo portarono all’abbandono della sua patria per trasferirsi in Italia già dagli anni ’50 attratto dalla particolare accoglienza che il nostro paese poteva garantire.

Il suo rapporto con l’Italia fu molto stretto, dimostrato dalla sua decisione di risiedere nei dintorni di Roma, a Marino, ma anche per la creazione del Cantiere Internazionale d’Arte di Montepulciano (1976), che esalta il suo modo di vedere la cultura . Tutti partecipano grazie ad una ormai sperimentata forma di volontariato, alla quale si abbina la collaborazione degli abitanti del posto. Il tutto è orientato verso l’esplorazione di nuove vie, di nuove espressioni e diversi modi di interpretare.

La piccola cubana    

Il Teatro dell’Opera ha scelto di ricordare Henze con due suoi lavori molto significativi circa la sua evoluzione stilistica, El Cimarrón e La piccola cubana.  Opere ideologicamente contigue perché nate nel periodo nel quale il musicista, per le sue convinzioni marxiste, era vicino agli ideali e ai contenuti della rivoluzione cubana. Entrambe derivanti da un testo di Miguel Barnet romanziere e poeta habanero, tra i massimi rappresentanti della cultura della sua patria e vicino alla rivoluzione.  

La piccola cubana è una rielaborazione de “La Cubana or A Life for the Arts” scritta dopo un incarico ricevuto dalla WNET Opera Theatre di New York per la produzione di un’opera lirica destinata alla televisione, quindi, basata su temi tratti dal romanzo “Canción de Rachel” di Miguel Barnet adattati per il teatro da Hans Magnus Enzensberger. Narra la storia di Rachel, personaggio ispirato alla ballerina rumena Amalia Vorg, emigrata a Cuba dalla Bulgaria, che ebbe la sua prima trasmissione televisiva il 4 marzo 1974 su Channel 13 (USA)

La forma è quella del vaudeville, un genere di spettacolo che affonda le sue radici in Francia fin dal XV secolo e poi si è evoluto nel corso dei secoli dove brani cantati si alternano a brani recitati. In definitiva uno spettacolo ‘leggero’ che a fine ‘800 ebbe punti in comune con la popolare ‘operetta’.

Negli anni ’90 Henze adattò l’opera per il teatro, riducendo il numero degli strumentisti e dei cantanti affidando ad ognuno più ruoli e ribattezzandola La piccola cubana. Nel 2022 l’opera assunse una nuova veste con l’arrangiamento per ensemble da camera di Jobst Liebrecht e rappresentata allo Staatsoper di Berlino, versione che  è stata riposta oggi a Roma. È strutturata in un prologo, cinque scene e un epilogo dove Rachel, ormai anziana (siamo nel 1959, l’8 gennaio giorno della rivoluzione) narra episodi della sua travagliata vita per concludersi con gli effetti compiuti della rivoluzione.

Per l’occasione Michael Kerstan, artista che è stato compagno d’arte e di vita di Henze, ce ne ha offerto una edizione godibile. Innanzitutto per l’opportuna ‘semplicità ‘ che è alla base di questa versione, concependo uno scenario sobrio, tanto lineare quanto efficace, con movimenti ben studiati e teatralmente appropriati con i costumi creati da Christine Knoll.

La parte musicale risulta coinvolgente e accattivante, affascinante prodotto delle qualità di orchestratore di Henze. Nella partitura è ben chiara l’ispirazione alle poetiche del primo Novecento, come la seconda Scuola di Vienna ma anche nella linea di canto concepita come un intenso recitativo per sconfinare nello sprechgesang, quella tecnica vocale a metà tra recitativo e cantato che ha caratterizzato la musica tedesca fino agli anni Trenta del ‘900. Il tutto filtrato, però, da elementi di musica popolare, non solo quella dei cabaret berlinesi del primo ‘900 ma anche da chiari elementi ‘jazz’, ‘rock’ e sudamericani. Ritmi e colori ricordano il sinfonismo tardoromantico e, a volte, appaiono influenze stravinskiane e pucciniane e più evidenti riferimenti a Kurt Weill. Una parte sinfonica, frutto della maestria di un grande orchestratore, che viene alla luce con l’essenzialità di un complesso formato da clarinetto, sassofono, tromba, trombone, violino, pianoforte, harmonium, contrabbasso, percussioni, chitarra e chitarra elettrica.

Alla riuscita della parte musicale importante è stato l’apporto di Roland Böer, direttore tra i più quotati per la poetica musicale di Henze, essendo stato anche, per un lungo periodo, sia direttore musicale che direttore artistico del Cantiere di Montepulciano che qui ha avuto la decisiva collaborazione di  El Cimarrón-Ensemble & Friends, un complesso musicale di grande valore fondato 1999 dallo stesso  Kerstan, apprezzato specialista di musica contemporanea e del teatro musicale.

Di buon livello anche la compagnia di canto, nella quale è emersa la prova del giovane soprano brasiliano Flávia Stricker, voce ben educata e tendente a frequentare con facilità il registro acuto  nei panni  della giovane Rachel. Totalmente adeguato il resto della compagnia con il mezzosoprano francese Julia Deit-Ferrand, il tenore scozzese Stuart James Patterson e il baritono Robert Koller. Il testo prevede anche due parti recitare affidate alle attrici Jeannine Hirzel  (La vecchia Rachel) e Johanna Dähler (Ofelia).

La recita  è conclusa con un vero e proprio successo decretato da un pubblico convenuto numeroso.

(Foto di Fabrizio Sansoni)

Condividi su: