Editoriale di Lorenzo Tozzi

15/06/2026 | Editoriale

di Lorenzo Tozzi

Come l’Araba Fenice “Il Mondo della Musica”, gloriosa rivista con sessanta anni sulle spalle, torna in vita dopo la chiusura dell’edizione cartacea, si rinnova e passa ormai all’inevitabile versione online. Un ennesimo atto di coraggio e di idealismo voluto anche dalla sua ultima indimenticabile direttrice, la pianista Maria Elisa Tozzi, che ci ha lasciato il 1° maggio scorso. Una grande artista ed una grande donna, che ho avuto l’onore di conoscere bene sin dall’inizio degli Anni Sessanta, quando io, studentello di pianoforte al quinto anno, la ascoltai in un mirabile concerto romano alla Dante Alighieri di Piazza Firenze in un repertorio romantico. Galeotta era stata l’omonimia, che incuriosì mio padre che mi accompagnò al concerto con non poco interesse di conoscere una grande artista. Ci rincontrammo poi venti anni dopo come insegnanti al Conservatorio di S. Cecilia (lei di pianoforte principale, io di storia della musica) e più tardi collaborai stabilmente insieme a Erasmo Valente, Domenico Carboni, Renato Chiesa e Luigi Bellingardi nel comitato di redazione della rivista “Il Mondo della Musica”, che aveva preso amorevolmente a dirigere. Una “guerriera di luce” l’ho definita nella commemorazione funebre tenuta alla Chiesa degli artisti in Piazza del popolo, dinanzi ad una folla di parenti, amici ed ex allievi commossi. Ma Maria Elisa era sì una grande combattente, ma non contro qualcuno, semmai solo per qualcosa, qualcosa di importante come la crescita culturale, la riforma dei conservatori, la qualità della musica, la sua diffusione sempre più capillare presso le giovani generazioni.
La vita di questa rivista le deve molto e per me è come se fosse ancora tra noi col suo sorriso benevolente e la sua intelligenza di artista raffinata. Per me quasi una sorella maggiore, con la stessa passione per la grande musica.
La sua rivista torna dunque, anche per sua espressa volontà, a rivivere seppur aggiornata, ma sempre nel solco della tradizione, con nuove forme e nuovi preziosi collaboratori, tanti amici critici che hanno subito aderito alla mia richiesta e ai quali sono grato sin da ora. Uno spazio, quello del resoconto critico, che ormai manca quasi del tutto nei nostri quotidiani e che trova rifugio ormai solo nelle riviste specializzate. Non so se sarò all’altezza del compito assegnatomi, nonostante i 48 anni di giornalismo che sono ormai alle mie spalle, ma come sempre cercherò di fare del mio meglio perché la Musica, quella con la M maiuscola, sia coltivata, frequentata, amata, e conosciuta: perché senza conoscenza non c’è amore. A confortarmi nel nuovo oneroso impegno sono l’amicizia, la stima, il sostegno, i preziosi consigli dei tanti colleghi che condividono il nostro scopo e remano insieme nella stessa direzione. Anche una sola pietra gettata nello stagno dell’incuria culturale avrà, oggi più che mai, il suo apprezzabile valore. Buon viaggio a tutti, lettori e collaboratori.

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