Tutti i melomani sanno bene che la Turandot (1924), ultima opera incompiuta di Puccini, si svolge, come vuole la fiaba di Carlo Gozzi, a Pechino. Il fatto è però che quello che vediamo in scena non è il meraviglioso Palazzo dell’Imperatore tutto rosso con trabeazioni bianche (la cosiddetta Città proibita), ma qualcosa di altro. Quello immortalato dall’Ultimo imperatore di Bertolucci. Come mai? Andiamo con ordine.
La prima di Turandot (Scala, 25 aprile 1926) sotto la direzione di Toscanini aveva le scenografie del toscano Galileo Chini (1873-1956), che in realtà si era ispirato piuttosto al suo soggiorno a Bangkok tra il 1911 e il 1913 alla corte degli imperatori del Siam Rama V e VI, per i quali Chini aveva affrescato la cupola della sala del trono imperiale. Era stato lo stesso Puccini a sollecitare la collaborazione di Chini, che aveva già collaborato con lui per il Trittico. Il pittore orientalista nel 1950 donò al Museo antropologico ed etnografico di Firenze, primo in Italia, oltre 350 cimeli orientali (maschere teatrali, daghe, tessuti, oggetti di culto, costumi, copricapo, strumenti musicali).
Per i costumi di Turandot la scelta di Puccini era caduta invece su Brunelleschi, ma questi, impegnato a Parigi, consegnò il suo lavoro in ritardo sicché la Scala fu costretta ad affidarsi per la “prima “al suo costumista in residence dal 1919, il ben noto Caramba che lavorò in sinergia con Chini.
Rama V volle alla sua corte architetti e ingegneri italiani. Aveva apprezzato Chini alla Biennale di Venezia nel 1907 e lo volle pittore di corte (partì da Genova per Bangkok nel 1911 toccando l’Egitto, lo Yemen, lo Sri Lanka e Singapore). Chini assistette anche ai funerali di Rama V e all’incoronazione di Rama VI.
Nel 1924 erano davvero pochi quelli che, grazie a viaggi turistici come oggi per via aerea, potevano distinguere bene Bangkok da Pechino, che per loro rappresentavano solo un vago e indeterminato esotico estremo oriente. Così fu in realtà il palazzo imperiale del favoloso Siam (la Thailandia di oggi) e non la Città proibita cinese dei Ming ad ospitare scenicamente per la prima volta la algida imperatrice dal cuore di ghiaccio. Lo sapevate?

Galileo Chini (1873-1956)




