Tra le antiche torri

10/09/2026 | Tra le note

di Aksana Miron

Musica di confine.

Sintra – A poco più di mezz’ora di treno da Lisbona, sul versante nord della Serra che ne porta il nome, Sintra, residenza estiva dei sovrani portoghesi, sposa la bellezza della natura con le vestigia della sua storia. Castelli neogotici o moreschi dagli storici arredi, rigogliosi giardini, vedute mozzafiato invitano il turista alla scoperta destando meraviglia. Oltre al Palacio Nacional de Pena, eretto nella seconda metà del XIX secolo e caratterizzato da una ibrida mescolanza di stili (arabo, gotico, manuelino, rinascimentale e barocco) si distingue l’altolocata Quinta de Regaleira, una estrosa costruzione voluta dal miliardario brasiliano Antonio Carvalho Monteiro e progettata dall’italiano Manini in stile neogotico all’inizio del Novecento. Qui in un cortile tra torrette, castelletti e fontane, si tiene per i visitatori del museo, un concerto settimanale scelto tra diversi tipi di musica.

Protagonista del concerto, iniziato un’ora dopo per problemi tecnici, era l’ Universus Ensemble, un gruppo di varie nazionalità formato dalla giovane vocalist brasiliana Carol Ramalho dalla voce calda ma ben controllata nella emissione e intonazione, Raimudo Semedo sassofoni, Rita Andeira violino, Luis Sa Pessoa violoncello, l’argentino Sebastian Scheriff alle percussioni r José Freirealle tastiere, autore di tutti i pezzi in programma, con un passato da chitarrista, ma soprattutto creativo autodidatta.

Poco ci dicono i pur suggestivi titoli dei vari pezzi in programma: Magisterium, Spiritus, Golden Key, Despertares, Dança dos lluminados, Reflexos do Real, Flor de Lotos, Quietude, Memorias, (En)Canto, Vir Virtutes, Persona. L’ascolto rivela però qualche assonanza con qualche passaggio armonico debussyano o atmosfera piazzollesca con sincopi e contrattempi, e persino qualche assonanza con la popolare Besame mucho. Le sonorità suonano come antiche, affidando il dialogo per lo più agli archi ben arrangiati negli accompagnamenti, alla ricerca di inedite sonorità e fascinose atmosfere esotiche che incantano i non numerosi visitatori.

Un concerto di world music potremmo dire o, come gli interpreti amano definirlo, “musica di frontera” , gradevole all’ascolto ma raffinata e soprattutto originale nei modi, con una sapiente orchestrazione e armonizzazione ( anche i testi poetici sono di Freire e derivano da suoi testi che hanno per argomento l’armonia delle sfere e la ricerca di un equilibrio nel macro come nel microcosmo.

La ricerca musicale è quindi quella di sonorità magiche, arcaiche, inusuali, di quelle leggi che da secoli reggono e accompagnano la cosmogonia, come già Platone aveva pionieristicamente colto.

In definitiva un concerto piacevole ma anche colto, deliberatamente alla portata di tutti, ma anche contrassegnato da valori nascosti per i quali la musica non è solo suono ma vule anche porsi come esperienza mistica e esoterica.

 

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