Vive la France

17/09/2026 | L’angolo della danza

di Donatella Bertozzi

Millepied alla Conciliazione.

Delude, francamente, Summerland, il secondo spettacolo di danza presentato da Romaeuropa all’Auditorium Conciliazione in apertura della 41a edizione del Festival.

Lo spettacolo, ideato per le parigine Folies Bergère, dove sarà in scena a novembre, era proposto in prima italiana nella capitale nell’ambito delle celebrazioni del gemellaggio Roma-Parigi.

Affidato all’estro del coreografo francese Benjamin Millepied, che lo ha realizzato in collaborazione con la cantautrice francese November Ultra – anche protagonista in scena insieme ai danzatori della compagnia Paris Dance fondata da Millepied – appariva e risuonava quanto di meno francese si possa immaginare.

La scenografia, ideata da Margaux Maeght, riquadrava la scena con pannelli in leggero voile “a onda” di un bianco lattiginoso, rievocando i fondali “teatrali” di tanti film musicali americani degli anni 40 e 50. Nonché alcuni successivi esperimenti, un decennio dopo, in terra sovietica: vedi, per chi lo ricorda, il Paganini di Leonid Lavrovsky, i cui tendaggi fluttuanti furono peraltro ideati da un maestro della scenografia sovietica come Vadim Ryndin.

La coreografia di Millepied pesca disparatamente da un generico linguaggio affine a tante declinazioni contemporanee di neoclassicismo e modernismo, senza che affiori mai una precisa identità del segno. Anzi: si rivela man mano di un’inconsistenza deprimente; fatti salvi una decina di minuti centrali quando, dopo l’ennesimo duetto, affidato però finalmente a una coppia splendida, capace di evocare immaterialità, volo e poesia, si susseguono alcuni minuti più ritmati e soprattutto coreograficamente finalmente strutturati, nei quali, con un leggero contrappunto visivo, si fronteggiano e si intrecciano a piccoli passi – di qua saltati e di là girati – un trio e un duo di ballerini, disposti su due righe perpendicolari come nella fugace citazione di una moderna moresca. Ma l’illusione che qualcosa finalmente succeda, sul piano coreografico, dura poco: tutto torna ad annegare in una liquida e destrutturata dimensione dolciastra, che ben si sposa – questo sì – con la musica.

Le canzoni sulle quali la voce – bella – di November Ultra mollemente si dipana, sono cantate prevalentemente in inglese e in altre lingue (mai in francese) e suonano anch’esse di una banalità dolciastra e lattiginosa, tale da far impallidire qualunque esasperante precedente di easy listening. Tutto un succedersi di “I love you” accostati a una catena ininterrotta di espressioni analoghe di gusto esasperatamente adolescenziale. Questa musica è stata definita – ci informa il programma – “bedroom pop” e onestamente è difficile decidere se si tratti di una definizione o di un insulto.

Millepied, personalità eclettica, già eccellente primo ballerino e interprete versatile con il New York City Ballet, poi autore di buona fama internazionale, ha visto crescere esponenzialmente la sua popolarità presso il grande pubblico grazie alle coreografie ideate per il film di Aronofsky Il cigno nero. Di quel film poi Millepied ha sposato la protagonista, Natalie Portman, vincitrice dell’Oscar come migliore attrice proprio per quel ruolo (i due hanno successivamente divorziato). Contemporaneamente al successo del film, all’Oscar, al matrimonio con la Portman, per Millepied è arrivata anche la direzione della compagnia di balletto dell’Opéra di Parigi. Ma è durata poco: dopo poco più di un anno sono arrivate le sue dimissioni con la decisione di dedicarsi interamente alla creazione. Forse “il gran rifiuto” per ciò che è considerato il massimo traguardo per un coreografo francese ha prodotto in Millepied anche una sorta di crisi di identità. Ma era già capitato – più o meno negli stessi termini – a Roland Petit, che restò invece, per nostra fortuna, quintessenzialmente francese per sempre.

 

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