Presentata a Roma la nuova stagione dell’Opera
DA GLUCK A SHOSTAKOVICH UN CARTELLONE STIMOLANTE
All’approssimarsi di ogni nuova stagione, la vita musicale si anima immancabilmente di una particolare attesa. È proprio in questo momento che si delineano con maggiore chiarezza gli orientamenti artistici che un teatro intende perseguire nei mesi a venire e la natura del dialogo che desidera instaurare con il proprio pubblico.
Il Teatro dell’Opera di Roma ha finalmente svelato il cartellone della nuova stagione, presentando un programma che colpisce immediatamente per l’ampiezza della visione progettuale e l’ambizione delle sue proposte: dodici nuove produzioni, undici titoli per le opere liriche, sette per i balletti, due opere in forma di concerto oltre a quattro eventi speciali.
A rendere possibile questo risultato concorre una squadra di primo piano: il direttore musicale Michele Mariotti, recentemente nominato Accademico di Santa Cecilia, il maestro del coro Ciro Visco, Eleonora Abbagnato alla guida del Corpo di Ballo, il nuovo direttore artistico Alessandro Galoppini e, non da ultimo, l’attenta e lungimirante gestione finanziaria Francesco Giambrone. Già a una prima lettura, la stagione si rivela all’altezza delle aspettative più esigenti. La politica delle scelte evidenzia un raffinato equilibrio tra il rispetto della grande tradizione e la costante ricerca di un rinnovamento artistico. Una simile ambizione appare del tutto coerente con il profilo di un’istituzione che da molti anni occupa una posizione di assoluto rilievo nella vita culturale italiana anche jn qualità di massimo teatro della capitale.
Si apre con il Rake’s Progress (1951) di Stravinsky, raffinato omaggio a Mozart e all’opera a forme chiuse del Settecento. Il cartellone alterna con equilibrio titoli di repertorio e opere meno frequentate: Andrea Chénier di Giordano, Lucia di Lammermoor, Il Trovatore e La Cenerentola affiancano I Due Foscari, Lady Macbeth del distretto di Mzensk di Shostakovich, La Rondine di Puccini e la rara Iphigénie en Tauride di Gluck.
Tra gli eventi più attesi, Anna Netrebko nel Castello del principe Barbablù di Bartók e il ritorno nella sua città della romana Cecilia Bartoli, quarant’anni dopo il suo debutto, per Il Barbiere di Siviglia.
Ricca anche la stagione di danza, dal Lago dei cigni con Vadim Muntagirov alla serata dedicata a Neumeier (Terza di Mahler), fino al popolare Don Chisciotte con l’argentina Marianela Nuñez e la Raymonda di Glazunov.
Al Teatro Nazionale spiccano infine la prima italiana in forma scenica di Peter Pan di Bernstein e una nuova opera di Nicola Sani. Già annunciati anche i titoli inaugurali delle prossime stagioni ( il 1° novembre): La clemenza di Tito di Mozart nel 2027 e il Don Carlos, ma nella versione francese, nel 2028.




