Grande serata di danza contemporanea griffata

29/06/2026 | L’angolo della danza

di Lorenzo Tozzi

Al Teatro Romano di Spoleto
GRANDE SERATA DI DANZA CONTEMPORANEA GRIFFATA

Mi si scusi eccezionalmente l’autoreferenzialità per spiegare il mio rapporto con la danza a Spoleto. Il mio battesimo del fuoco come giornalista avvenne infatti il 10 luglio del 1978 per la presentazione della serata Maximova- Vassiliev. Ho poi seguito negli anni la danza al Festival scoprendo le migliori compagnie mondiali, tra nomi consacrati e novità. Menotti infatti aveva un grande interesse per l’arte di Tersicore (mi coinvolse anche nel 1998 per l’organizzazione di una vetrina della giovane danza italiana).

C’era dunque grande attesa per questa sezione ora con la nomina alla direzione artistica di Daniele Cipriani, il miglior impresario di danza italiano del momento. E lui non si è smentito, soddisfacendo appieno le attese, portando al Teatro romano di Spoleto una compagnia storica come quella londinese di Marie Rambert proprio nell’anno del suo centenario. La Rambert è ben nota agli storici della danza per aver contribuito, grazie alla sua esperienza in Svizzera alla scuola dell’euritmica di Jaques Dalcroze, alla realizzazione del complesso Sacre di Strawinsky  (Parigi 1913) con la rivoluzionaria coreografia di Nijinsky.

Al pubblico spoletino la grande compagnia, la più longeve dell’Inghilterra, si è presentata con un trittico tutto contemporaneo firmato da mani diverse, ma rappresentativo dell’estremo dinamismo e del virtuosismo travolgente dell’ensemble.

Bobbi Jene Smith e Or Schraiber  con In Crimson,  su un collage musicale variegato (da Bach a Bizet cantato da Caruso) in gran parte eseguito dal vivo con un pianoforte verticale in scena e una tastiera elettronica, spingono la compagnia verso un crescente dinamismo cinetico partendo da un vivace assolo e poi aggregando coppie ed assiemi tra attrazione e aggressiva repulsione sino all’ approdo a una conquistata coralità.

Sempre pura danza, ma non meno travolgente, Hop(e)storm di (LA)BORDE con scontri frontali di coppia, sino alla scoperta di una interazione a ritmo forsennato in cui le due linee contrapposte iniziali si fondono in un unico quadro.

Infine qualche elemento ambientale in più è concesso da Gallery of Consequence di Emma Evelein, che ritrae le angosce, le speranze, le nuove conoscenze, gli episodi di una colorita umanità negli ambienti di un aeroporto con tanto di scorrevole Timetable, check-in per consegnare i trolley, la interminabile attesa prima del last call

e l’ultimo controllo in fila indiana per l’ormai prossimo decollo. Fotografia di una umanità distratta, preoccupata, ansiosa, che è il ritratto figurato di quella con cui dobbiamo fare quotidianamente i conti.

Uno spettacolo semplicemente fantastico, con una compagnia strepitosa che riesce a raccontare in danza e a velocità frenetica, umori e sensazioni. Quando la contemporanea è griffata e di qualità, se ne esce sempre appagati e soddisfatti.

Una grande lezione per tutti. Signori, This is Rambert!

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