Quando Reno, Tamigi e la laguna confluiscono nel Tevere

30/07/2026 | Tra le note

di Renato Criscuolo

A pochi passi dal fiume Tevere, nella suggestiva cornice della basilica di Massenzio, il programma Musiche per la Corona, ha visto l’esibizione della prestigiosa orchestra Concerto Köln, proveniente dalla città tedesca bagnata dal Reno. Tra i protagonisti della serata, c’è però un altro fiume: il Tamigi. Infatti sono state eseguite due delle tre Suites della celebre Watermusic, concepita da George Friederich Hændel per allietare le crociere fluviali del monarca inglese Giorgio l Hannover, proveniente, proprio come lui, dalla Germania. Ma anche altre acque, questa volta salate, sono confluite in questo magnifico programma, ovvero quelle della laguna veneta: le note più bizzarre e virtuosistiche di Antonio Vivaldi hanno assai efficacemente inframmezzato la solenne e sontuosa teatralità haendeliana, sia per quanto riguarda la vorticosa Sinfonia in Do maggiore da “L’Olimpiade” RV 725, sia ancora maggiormente nel concerto per flauto, archi e basso continuo “La tempesta di mare” RV 433, che, con l’intervento del magnifico flautista Leonard Schleb, molto intonato e puntuale, ha visto le placide acque fluviali e lagunari finalmente increspate, per poi tornare a scorrere calme e sontuose in altre più o meno celebri pagine del grande compositore sassone, ovvero del Concerto Grosso in Sib maggiore pp. 3 n. 2 HWV 313 e della Sinfonia HWV 339 nella stessa tonalità, inframmezzate da “L’arrivo della regina di Saba”, celebre brano tratto dall’Oratorio Solomon HWV 67. A chiudere il concerto, un altro brano celeberrimo del musicista di Halle, ovvero Music for the Royal Fireworks HWV 351, scritta per celebrare la pace di Aquisgrana, che, nel 1748, pose fine alla tormentosa guerra di successione austriaca. In questa occasione Hændel fu incaricato di scrivere le musiche per accompagnare lo spettacolo di fuochi d’artificio che i monarchi europei vollero offrirsi in occasione della fine del conflitto, ricevendo così uno dei maggiori onori che un musicista potesse ricevere a quel tempo.

L’allestimento di un concerto di un ensemble barocco all’aperto richiede una serie di difficoltà da sormontare e una serie di scelte da prendere, anche quando il luogo è lo splendido scenario della basilica di Massenzio e l’organizzatore è Santa Cecilia Classica Estate. Innanzitutto se amplificare gli strumenti o lasciare fare all’abside della basilica: la scelta della prima soluzione non sempre ha reso giustizia agli equilibri e soprattutto alle dinamiche dell’esecuzione. Inoltre, non si possono sottovalutare le problematiche che uno strumento antico riserva in un contesto di elevate temperature ed umidità, che hanno reso l’esecuzione non sempre limpidissima (soprattutto per quanto riguarda le parti degli ottoni). C’è però da dire che una cornice del genere ha regalato all’esecuzione quel tocco di eternità in più che si aggiunge a quella delle note immortali di Hændel e di Vivaldi.

 

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